Secondo il report annuale Esa del 2026 sull’ambiente spaziale, la popolazione dei detriti spaziali in orbita continua ad aumentare. Nonostante i progressi nelle misure di mitigazione, anche nel 2026 si conferma la crescita degli oggetti di dimensioni superiori a 10 centimetri.
Un numero insufficiente di satelliti abbandona le orbite congestionate al termine della propria vita operativa, aumentando così il rischio di collisioni.
La principale minaccia a lungo termine è rappresentata dalla sindrome di Kessler: n processo autoalimentato in cui le collisioni creano frammenti che innescano nuovi impatti.
Gli eventi di frammentazione producono detriti più rapidamente di quanto questi riescano a rientrare in atmosfera, rendendo alcune orbite potenzialmente inutilizzabili.
La crescente densità delle costellazioni satellitari rischia così di accelerare tale processo, rendendo sempre più concreto lo scenario della sindrome di Kessler.
Per garantire alle generazioni future uno spazio sostenibile e accessibile, occorre rafforzare la gestione del traffico e la rimozione attiva dei detriti spaziali.