Vai al contenuto principale

L’ultimo lampo di Swift

Durata: 00:02:10

Dopo oltre 20 anni di onorato servizio, l’osservatorio spaziale Swift della Nasa ha concluso la sua missione scientifica, effettuando un’ultima osservazione il 20 ottobre. Lanciato il 20 novembre 2004 e operativo dal mese successivo, il satellite era stato progettato per una missione primaria di due anni, con l’obiettivo principale di studiare i lampi di raggi gamma (gamma-ray burst), tra le esplosioni più potenti dell’Universo.

Grazie ai suoi telescopi sensibili ai raggi gamma, ai raggi X, alla luce ultravioletta e a quella visibile, Swift è riuscito a individuare questi fenomeni elusivi e a orientarsi verso le sorgenti in circa un minuto, prima che il loro bagliore residuo svanisse. Questa capacità ha permesso di studiare eventi fino ad allora difficili da osservare, contribuendo anche a confermare l’ipotesi che i lampi di raggi gamma brevi possano essere prodotti dalla fusione di due stelle di neutroni.

Nel corso della missione, Swift ha osservato oltre 2.000 lampi di raggi gamma e studiato più di 1.000 supernove. Ha individuato stelle distrutte dalle forze mareali dei buchi neri, monitorato galassie attive e studiato asteroidi e comete, realizzando anche una mappatura dell’intero cielo nei raggi X.

Naufragato il tentativo di innalzare l’orbita dell’osservatorio, nell’ambito di una missione di manutenzione ad alto rischio, Swift ha compiuto le ultime operazioni il 20 ottobre, quando il satellite, sceso a circa 275 chilometri dalla superficie terrestre, non è più riuscito a mantenere stabile la direzione dei telescopi a causa della crescente resistenza atmosferica, accentuata dalla recente attività solare.

Con un rientro nell’atmosfera previsto nelle prossime settimane, Swift ci lascia un archivio pubblico di circa 12 terabyte, che comprende quasi 22 anni di osservazioni a diverse lunghezze d’onda e oltre 1,5 milioni di immagini: un’eredità che continuerà a sostenere la ricerca astrofisica nei prossimi decenni.